L’ apparato respiratorio è finalizzato a consentire lo scambio di sostanze gassose, in particolare preleva l’ossigeno dall’ambiente ed elimina l’anidride carbonica dall’organismo. Per svolgere queste funzioni, l’atto respiratorio si svolge in 2 fasi: l’inspirazione e l’espirazione.

  • Inspirazione: l’aria ricca di ossigeno entra attivamente nei polmoni grazie ad un movimento di espansione della cassa toracica, la quale aumenta di volume. Il diaframma si appiattisce e i muscoli intercostali si contraggono e spingono in alto e in fuori la cassa toracica. Insieme a questa si espandono anche i polmoni.
  • Espirazione: l’aria povera di ossigeno viene espulsa passivamente. I muscoli e il diaframma si rilassano; ciò determina una costrizione della gabbia toracica e dei polmoni, che essendo meno elastici, espellono l’aria.

Sono svariate le patologie dell’apparato respiratorio:

TOSSE: IL SINTOMO

E’ un meccanismo di difesa, con l’obiettivo di allontanare corpi estranei e secrezioni dall’albero respiratorio ed è un sintomo di molte patologie respiratorie.

Quella conseguente al raffreddore è di natura virale, e l’infiammazione che ne deriva può indurre un’ipersecrezione di muco, con tosse “grassa”.

Se, invece, non vi è aumento della produzione di muco, ma solo uno stato irritativo, si parlerà di tosse “secca”, che va trattata con sedativi della tosse.

BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)

Sindrome caratterizzata da una limitazione permanente al flusso delle vie aeree, associata a bronchite cronica ed enfisema polmonare. È determinata da un processo infiammatorio cronico, così come è cronica la riduzione dei flussi respiratori. Nelle fasi avanzate la BPCO comporta lo sviluppo di un’insufficienza respiratoria, conseguente ad una compromissione degli scambi gassosi caratterizzati da ipossiemia ed ipercapnia.

Il muco presenta caratteristiche reologiche alterate, con aumento della viscosità e densità.

La clearance mucociliare compromessa crea ristagno dei secreti patologici con aumentato stimolo tussigeno e rischio di riacutizzazione infettiva.

La gran parte dei fumatori è destinata a manifestare sintomi di bronchite cronica semplice con episodi di riacutizzazione.

La sospensione entro i 45 anni dell’abitudine tabagica modifica positivamente l’evoluzione, con recupero anatomico e funzionale.

Tuttavia, nel 15-20% dei fumatori, può comparire sin dai primi tempi di abitudine al fumo, un deficit funzionale ostruttivo a carico delle vie aeree più distali.

Fattori di rischio della BPCO:

  • Fattori ambientali (fumo di sigaretta, inquinamento, infezioni respiratorie nell’infanzia)
  • Fattori individuali: razza, sesso, familiarità, deficit congenito di alfa 1-antitripsina.
  • La cessazione dal fumo, in qualunque momento intervenga, ha un effetto favorevole sul decorso della malattia
  • Il 40-60% dei fumatori sviluppa ipersecrezione mucosa, senza segni di ostruzione bronchiale
  • Il fumo rende più precoce il decadimento della funzione respiratoria (il declino del FEV1 è di circa 50 ml vs 30 ml)
  • Cause professionali (esposizione a cadmio, silicio), minatori, cementieri, operai delle cartiere, etc.
  • La prevalenza è maggiore dove esistono condizioni disagiate (alimentazione povera di antiossidanti, abuso di alcol, condizioni igieniche precarie, ipotrattamento delle affezioni flogistiche-infettive);
  • Infezioni respiratorie contratte nei primi anni di vita (virali soprattutto), compromettono la crescita ottimale dei polmoni, e li rendono più vulnerabili.

BRONCHITE CRONICA

È definita in termini clinici come la presenza di tosse produttiva cronica o ricorrente per un minimo di 3 mesi all’anno per almeno 2 anni consecutivi. Può essere:

  • Semplice: con sintomi non associabili ad ostruzione delle vie aeree
  • Ostruttiva: i cui sintomi sono associati ad ostruzione cronica del flusso, prevalentemente a livello delle vie aeree periferiche
  • Asmatica: i cui sintomi sono associati ad ostruzione parzialmente reversibile

L’interessamento è a carico delle vie aeree prossimali, di maggior calibro, e si caratterizza con iperplasia ed ipertrofia delle strutture ghiandolari secernenti, inoltre, si osservano infiltrazioni di cellule infiammatorie nella mucosa bronchiale, che liberano mediatori lesivi. Il perpetuarsi di tali processi conferisce al quadro infiammatorio caratteristiche di cronicità, comportando modificazioni strutturali irreversibili, quali appiattimento delle cellule epiteliali, con desquamazione e perdita di funzionalità ciliare, edema della parete bronchiale ed ipertrofia della muscolatura liscia.

ENFISEMA POLMONARE

È una dilatazione permanente degli spazi aerei distali ai bronchioli terminali, con distruzione dei setti alveolari, per cui più alveoli confluiscono in un’unica cavità. Il risultato è la riduzione della superficie di scambio alveolo-capillare. La rarefazione della trama connettivale e la formazione di bolle enfisematose rendono più fragile il bronchiolo terminale, rendendolo più esposto alla compressione esercitata dalle sacche alveolari circostanti dilatate.

Vi sono numerose sostanze naturali indicate sia in caso di laringiti, faringiti, tracheiti, sinusiti e riniti, che in caso di bronchiti, polmoniti, BPCO.